GENERAZIONI D'AMORE
le quattro americhe di Fernanda Pivano

Prodotto da Grazia Volpi e Lorenzo Perpignani
per Ager 3 in collaborazione con ARPA
Regia: Ottavio Rosati
Musiche: Tito Schipa Jr.
(Italia, 2001, Betacam, 48’)
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Il ritratto di Fernanda Pivano parte da un gioco psicoanalitico tra lei e il regista Ottavio Rosati che, con l'aiuto del suo Pappafreud (un pappagallo bianco sospetta reincarnazione di Sigmund Freud) la porta a frugare nella sua infanzia vittoriana. Siamo alla ricerca di ci~ che ha spinto la mitica Nanda a introdurre in Italia quattro generazioni di scrittori americani trasgressivi, dall'Antologia di Spoon River a Jay Mac Inerney. Questo psico-gioco (che torner^ a ruoli invertiti prima della fine del documentario) sfocia subito in una serie di libere associazioni: sesso vittoriano, lune, i poeti cantano, un ministero per la pace, sogni· che illustrano l'opera e la personalit^ di una delle pi¯ straordinarie figure della cultura italiana contemporanea. Fernanda Pivano riesce a commuoverci parlando di libri, dalla prima "Storia della letteratura inglese" avuta in dono da Pavese (con la dedica A Nanda perchZ prima di scriverla la legga") fino al salvataggio insperato da parte della fondazione Benetton dei quarantamila volumi della sua biblioteca sul punto di essere bruciata. Ma i libri di cui parla la Nanda non sono quelli della critica letteraria: vivono di politica, musica, amore, e sono fatti soprattutto di esperienze ed emozioni. Accanto a Fernanda Pivano nel film ci sono amici e attori che leggono alcuni brani del suo libro "I miei quadrifogli" e Tito Schipa jr. al quale la scrittrice racconta il primo incontro con Bob Dylan. C'¸ soprattutto Lorenzo un ragazzo di vent'anni interessato, come molti altri della sua generazione, ai protagonisti, alle immagini e alla musica della contro-cultura americana. Le sequenze in cui Nanda gli spiega su una terrazza della vecchia Roma la sua amicizia con De AndrZ o la differenza tra beat, hippie, yippie e yuppie, pi¯ che di un articolo o di un saggio, hanno il sapore di un racconto di favole moderne. Il film presenta sequenze storiche di Jack Kerouac, Allen Ginsberg Peter Orlowsky e Gregory Corso girate a Boulder e Rocky Flats nel 1977. Le straordinarie foto inedite di Ettore Sottsass jr., documentano gli incontri della Nanda con gli scrittori portati in Italia a partire da Scott Fitzgerald, da lei tradotto quando ancora i vocabolari italiano-inglese erano proibiti dal fascismo, fino a Bukowsky e i nuovi autori della No-Generation. Fernanda Pivano (1917) e il regista (1950) si conoscono dal 1973 e da allora non ¸ passato giorno senza che si siano visti, litigati o telefonati tra Roma e Milano, almeno un paio di volte. Forse per questo c'¸ voluto pi¯ di un anno per ridurre a cinquanta minuti un'intervista di trenta ore girata nell'estate del 2000 dentro e fuori il palazzo di Trastevere descritto da Fernanda Pivano nel romanzo La mia Kasbah. Alla fine il film ¸ nato ma sarebbe pi¯ giusto dire che ¸ nato uno dei tre o quattro film che sarebbe possibile montare a partire dal materiale a disposizione. Per una strana sincronicit^, mentre Generazioni d'amore veniva completato a Cinecitt^, la Nanda doveva smontare la sua casa romana. Come in un racconto di Truman Capote, i titoli di coda venivano stampati mentre le ultime scatole di libri lasciavano la Kasbah romana, dirette a Milano. Quello stesso giorno Fernanda Pivano vedeva per la prima volta il film in una sala di mixaggio e, alla prima comparsa di Allen Ginsberg nello schermo, scoppiava a piangere di commozione.

Il regista: OTTAVIO ROSATI

Ottavio Rosati ha scritto e diretto per la Rai diversi documentari sui pionieri della psicoanalisi. Per il Teatro Stabile di Torino ha realizzato "Giocare il sogno - filmare il gioco" (con Alessandro Haber, Milena Vukotic e Rosalia Maggio) e ha messo in scena al Carignano in forma di sociodramma "Ciascuno a suo modo" di Pirandello. Per Rai-Cinemafiction ha scritto con Nelo Risi e Tania di Martino la sceneggiatura "Diario di una segreta simmetria", ricavato dal libro di Aldo Carotenuto sul rapporto tra Jung, Freud e Sabine Spielrein. Ha realizzato per Raitre due serie di "Da storia nasce storia" un programma di veri psicodrammi gestiti in un setting televisivo, da cui ¸ stato tratto il video-libro omonimo edito da Nuova Eri. Nel 2001 realizza per Raisat-Gambero Rosso ventun puntate de "Il Pappafreud" con il pappagallo Teto nel ruolo della reincarnazione di Sigmund Freud.