A FAREWELL TO BEAT

Prodotto da Carlo Cresto-Dina per Fandango
Regia: Luca Facchini
(Italia, 2001, Betacam, 70’)
Per scaricare la scheda in word clikka qui

Interpreti:
Fernanda Pivano che torna dopo molti anni a rivedere la "sua" America, visita per la prima volta dopo 40 anni, la tomba di Ernest Hemingway, incontra gli amici poeti e scrittori, racconta la stagione irripetibile della "beat generation": il primo incontro tra Kerouac e Ginsber, il primo reading di Urlo, il fascino di Hemingway, i disastri di Gregory Corso "cherubino della poesia;"
Dori Ghezzi che torna a cantare con una struggente interpretazione di Il suonatore Jones, per ricordare l'amicizia con Fabrizio De' Andre "il più grande poeta del nostro dopoguerra" dice Fernanda Pivano;
Fabrizio De Andrè che appare in una serie inedita di immagini prese durante la collaborazione con Fernanda Pivano per il disco Non al denaro non all'amore nè al cielo, la straordinaria versione musicale della Antologia di Spoon River
Valerio Mastrandrea che interpreta Matrimonio di Gregory Corso in una trascinante e irriverente lettura "romana" che si conclude al cimitero acattolico sulla tomba di Corso ("ma che? se sarà rivoltato?" si chiede Mastrandrea);
Marco Paolini che interpreta Urlo di Allen Ginsberg, di fronte ad un mare agitato reggendo i giornali che annunciano la guerra dei nostri giorni
Luciano Ligabue che saluta Fernanda "l'unico essere al mondo per cui varrebbe la pena di inventare la clonazione"
Lawrence Ferlinghetti, Barry Gifford, Jay McInerney, Bret Easton Ellis, Erica Jong, protagonisti della letteratura americano contemporanea che raccontano del loro enorme debito nei confronti di Fernanda Pivano; perchè come spiega l'autore di Le mille luci di New York Jay McInerney "Fernanda ha scoperto Hemingway, Kerouac, Corso, Ginsberg, Carver e gli altri, quando Fernanda ha "scoperto" me, io, giovane scrittore, mi sono sentito parte di quella enorme tradizione".
la PFM che propone una nuova versione di Il suonatore Jones di Fabrizio De Andrè.

Fernanda Pivano aveva meno di trent'anni quando i nazisti la incarcerarono per aver tradotto Addio alle armi. Finita la guerra Ernest Heingway la invitò a Cortina e poi negli Stati Uniti.
Cominciava così una lunga vita di passione e tensione letteraria. Dopo Hemingway, Fernanda Pivano "scoprì" Corso, Ferlinghetti, Burroughs, Ginsberg e praticamente tutti gli scrittori significativi del dopoguerra americano.
Una vita consumata in quasi sessanta anni di viaggi e incontri, giorni di lavoro frenetico con i "grandi" della letteratura americana e notti scriteriate tra New York, San Francisco, Parigi e Calcutta.
Farewell to Beat segue l'ultimo viaggio in America di Fernanda Pivano: si rivedono gli amici, si ripassano le memorie. Per la prima volta a quaranta anni esatti dalla morte, Fernanda Pivano visita la tomba di Hemingway a Ketchum, nell'Idaho. Altri amici, Ginsberg, Kerouac, Corso, sono morti, qualcunno come Ferlinghetti ha resistito. Nuovi amici si sono aggiunti Barry Gifford, Jay McInerney, Bret Easton Ellis per cui "Nanda" è diventata un mito.
E' un viaggio intenso e melanconico. Le memorie di una donna, sopravvisuta al suo tempo e ai suoi eroi, si ravvivano alla presenza del paesaggio naturale ed urbano dei grandi spazi americani, Ogni passo, ogni sguardo rivela l'inesausta fede nel potere della poesia e della letteratura.